Titlu: ombra dentro di noi
Cuvinte cheie: ombra
Blog Entry: (CITAT DIN'TRO CARTE DE AUTOR CUNOSCUT) C’è una parte nascosta di noi, chiamata da Jung ombra, che cela e nello stesso tempo svela l’opposto sotteso a ciò che appare in eccesso. Attraverso la nostra maschera manifestiamo intransigenza e aggressività, la nostra ombra però ci dice che temiamo di essere rifiutati, abbandonati o ingannati, in altri casi attraverso la nostra maschera manifestiamo compiacenza e arrendevolezza, ma la nostra ombra ci dice che siamo famelici d’amore, arrabbiati e delusi. L’ombra è l’attore sconosciuto della nostra vita. L’ombra è tutto ciò che non ci piace di noi, che non vogliamo vedere, che abbiamo rimosso nell’inconscio per paura di essere rifiutati o abbandonati. Finché non impareremo a dialogare con la nostra zona d’ombra, la nostra maschera sarà una finzione necessaria che s’impone e ci imprigiona. In un processi di cambiamento quindi, è importante diventare consapevoli della propria ombra, in quanto, se non ci mettiamo in contatto con i suoi contenuti, i dèmoni diventeranno demòni. Ciò che spaventa ci perseguiterà, la nostra maschera si cristallizzerà in una immagine che non dà scampo, e che talora, anche con sembianze diverse, amplierà il nostro disagio esistenziale. Non possiamo imparare ad affermarci, ad essere autentici e ad amare fintanto che restiamo in balia delle paure che nascondiamo attraverso la nostra parte ombra. Non possiamo diventare forti finché ci nascondiamo alla nostra debolezza, non possiamo diventare tolleranti finché non guardiamo in faccia la nostra rabbia, la nostra vergogna e la paura di essere ingannati o abbandonati. L’inizio del cambiamento sta nell’auto-accettazione, nel riconoscere fino in fondo le parti di noi che non ci piacciono. Ricordati che la tua ombra è una rinuncia a qualcosa che potresti fare o essere, e che se resta troppo segreta ti può condurre ad una condizione di in autenticità e di sofferenza. Cerca dentro la tua ombra quello che finora ti sei vietato, prova a dare voce ai tuoi desideri sepolti. Se scopri che vuoi essere libero, onora il tuo bisogno di libertà e prova a dargli voce. Se scopri che sei irato, onora la tua rabbia, chiediti che cosa vuole di positivo da te, e trova alternative, socialmente accettabili per darle voce. Ascolta le paure che ti portano a fuggire dalla tua ombra. Ogni cambiamento esige un ritornare a dialogare con le paure del bambino ferito che inconsapevolmente continuano a guidare la maschera ( Che in altro modo potremmo chiamare io-sociale, finzione funzionale, falso-sé, sub-personalità, copione di vita). Occorre che tu smetta di voler cambiare l’altro, che entri in con-tatto con il tuo essere vulnerabile, che incontri il tuo bambino ferito, incompreso, abusato, violentato, manipolato, ingannato, trascurato, rifiutato, abbandonato, che lo guardi con tenerezza, che lo “adotti”, che tu gli dia ascolto, che tu gli permetta di urlare o di piangere se occorre.
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